Coro adulti: martedì ore 20
Coro bambini: sabato ore 16.30
Coro della domenica sera: mercoledì ore 20
Il Coro degli adulti
Innanzitutto il bon ton impone che ci si presenti con i propri nomi. Ci chiamiamo Antonio, Giovanni, Marco, Gennaro, Carlo, Enzo, Salvatore, Teresa, Lucia, Maria, Maria, Adele, Pina, Raffaella, Antonella, Pina, Giulia, Angela, Liliana, Ersilia, Stefania, Palma, Flora, Gerarda, Luca, Maurizio, Gilberto, Strato… I puntini sospensivi stanno a simboleggiare il nostro desiderio che questo elenco possa allungarsi a dismisura con i nomi di quanti avvertissero il desiderio di unire la propria voce alle nostre. Sarebbe bellissimo se alla prossima occasione un’intera pagina del giornalino possa servire soltanto ad elencare i nomi dei componenti del coro parrocchiale degli adulti… Comunque se avvertiste il desiderio di far parte del nostro gruppo, sappiate che si bivacca con dolci e bibite a quasi tutte le prove, mettendo a dura prova colesterolo e trigliceridi e subito venite messi sotto le fatiche…L’accoglienza è una nostra prerogativa della quale andiamo orgogliosi e vi garantiamo che subito vi sentirete a vostro agio. Ogni martedì alle 20 ci troverete in Chiesa.
Il nostro gruppo è nato grazie ad una delle solite manfrine di don Genny che una domenica, avvertendo il desiderio e la necessità di creare un coro di adulti, è sceso durante la S. Messa dall’altare e ha iniziato a camminare tra i banchi, avvicinandosi ai fedeli armato di microfono e dicendo a ciascuno: “Fammi sentire che voce hai , canta: do re mi fa sol la si do!”. Qualcuno ha chiamato il 118, qualcun altro ha mobilitato un centinaio di centri di igiene mentale… Risultato: una trentina di pazz…ehm di candidati si è fatta avanti e da un gioco un po’ stupidino è nata una realtà. Attenzione: questo gioco potrebbe essere ripetuto (e fu così che alla Messa non venne più nessuno…).
La scorsa estate tutti insieme siamo stati a cena e abbiamo giocato con il karaoke. Quando abbiamo sentito cantare ad uno ad uno ogni componente del coro, non credevamo alle nostre orecchie: com’è possibile che tante schifezze individuali messe insieme riescano a produrre un risultato così ragguardevole? Vuoi vedere che questi mattacchioni del coro durante le celebrazioni cantano in play back?
Per raccontare la nostra esperienza, spesso facciamo ricorso alla metafora calcistica. Il Parroco è il presidente, i musicisti gli allenatori, i coristi i calciatori, la Chiesa lo stadio. Come in ogni squadra che si rispetti, ci sono i campioni genio e sregolatezza, gli oscuri lavoratori del centrocampo, i fantasisti, i metodici, quelli dalla forte personalità, quelli che hanno bisogno di essere spronati, gli sfaticati. Vinciamo lo scudetto quando con il nostro impegno riusciamo a rendere le celebrazioni più belle, solenni e partecipate e quando il nostro cuore, al termine di ogni celebrazione, è gonfio di gioia. Una cosa è certa: ci vogliamo un gran bene, gareggiamo nello stimarci a vicenda e amiamo stare insieme e ritrovarci, anche al di fuori della parrocchia.
















