ORARI DI CATECHISMO 2019 – 2020

  • I elementare: domenica dopo la Messa delle 10.30 (ogni 15 giorni, a partire da gennaio)
  • II elementare: domenica dopo la Messa delle 10.30 (ogni 15 giorni)
  • III elementare: martedì h. 17.00/18.00
  • IV elementare: mercoledì h. 17.00/18.00
  • V elementare: mercoledì h. 17.00/18.00
  • I e II media: venerdì h. 15.00/16.00 (ogni 15 giorni)
  • III media: mercoledì h. 18.00/19.00

IL VANGELO DELLA DOMENICA

 In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

“Dio non è Dio dei morti ma dei viventi”. Coerenza vuole che  altro non si possa fare che fidarsi di Gesù, non avendo nessuno di noi esperienza relativa alla resurrezione, ma soltanto percezione di qualcosa che,  continuamente, oltrepassa ed eccede tutti quei limiti che vorrebbero mettere la parola “fine” sulle nostre esperienze di ogni giorno. Non avendo a disposizione altro che la promessa della Parola di Gesù e la Parola di una promessa realizzata nel Risorto stesso, contemplo la possibilità della Resurrezione nell’alveo di quei doni che non dipendono da noi,  che possono soltanto  essere ricevuti, come già ricevuta è la vita,  aldilà di ogni nostra programmazione previa o prenotazione. Paolo chiosa alla nostra razionale incapacità di accedere al senso del discorso, dicendo quella bellissima parola: “La fede … non è di tutti. Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà”. Forti di questa speranza e deboli delle nostre possibilità personali viviamo il nostro memoriale festivo, sicuri che … il Signore sarà fedele e pieno di amore, aldilà di tutto. 

Buona domenica! 

Don Luigi