Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

É più facile vivere la festa della Trinità che pronunciarne il nome. Quando ne sentiamo parlare ci vengono in mente grandi teoremi teologici e libroni impolverati con ragionamenti per addetti ai lavori. In realtà, dire che il modo cristiano di pensare a Dio contemporaneamente nel suo essere Padre, Figlio e Spirito Santo, significa semplicemente affermare che Lui si mostra a noi come un legame. Un legame saldo, indistruttibile e importante. Un Padre che manda un Figlio per mostrarne il volto, pronunciarne le parole e farne i gesti, e un Figlio che si lega ai “figli di Dio”, che siamo tutti noi, donando loro un soffio, un “respiro” così grande e importante da essere definito Santo. Domenica scorsa dicevamo che nel corso della Storia della Chiesa abbiamo passato più tempo a rimpiangere il nostro essere tristemente “figli di Eva”, anziché entusiasmarci per la consapevolezza di essere “figli di Dio”; con la festa della Trinità, potremmo anche  affermare che, grazie allo Spirito di Dio, noi ormai apparteniamo pienamente alla vita di Dio e non siamo delle isole sparse in un oceano ma dei figli destinati a una vita piena legati tra loro e con Dio. Ce lo ripetiamo con un segno, che apre e chiude la giornata di tanti di noi, il segno della Croce, ossia della vita del Figlio di Dio donata sino alla fine: nel nome di Dio anche la nostra vita assume la forma di un legame sempre rinnovato e indistruttibile! E noi, siamo segni di questo forte legame vitale?

Buona Domenica!

Don Luigi

Nuovo?

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Continue reading “Nuovo?”

Era la terza volta …

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. Continue reading “Era la terza volta …”

Spostatore … di pietre

Se domenica scorsa c’erano delle persone che volevano lanciare le pietre alla donna peccatrice, ma soprattutto a Gesù, questa settimana, la liturgia ci fa entrare in un cammino e in una logica diversa: Gesù non è uno  che tira le pietre, ma anzitutto uno che cerca di toglierle. Soprattutto se queste pietre sono grandi, soprattutto se sono dei massi come quello che era rotolato davanti al sepolcro. E solo Lui può togliere i massi che odorano di morte per fare di nuovo respirare la vita di novità e freschezza, per trasformare di nuovo il peso del fallimento e della fatica in profumo di Pasqua. Speriamo che in questa settimana e in questo Triduo Pasquale riusciamo a riscoprire e vivere questa bella notizia nelle mani di Colui che “vince la morte”!

Buona continuazione di cammino a tutti! …. Verso Pasqua

Don Luigi

“La difficile conversione dei convertiti …”

Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Continue reading ““La difficile conversione dei convertiti …””

“Un abito nuovo”

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Continue reading ““Un abito nuovo””

“Il volto e la veste”

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.

É curiosa l’osservazione di Luca a proposito degli effetti della preghiera su Gesù. Cambiano il suo volto e la sua veste. Uno si potrebbe dire: “e che c’è di strano?” Il Vangelo potrebbe rispondere: “e perché ci dovrebbe essere qualcosa di strano?” Effettivamente il Vangelo cerca di raggiungerci sempre con la normalità quando ci parla, e il volto e le mani sono elementi comuni a tutti. Continue reading ““Il volto e la veste””

“Quaranta”

Continuiamo a “dare i numeri”! La scorsa settimana parlavamo del diciassette, che nella Bibbia si scrive con le stesse lettere della parola TOV, ossia, BUONO. Diciassette suggerimenti di Gesù ci indicavano la strada per rendere BUONA la nostra vita, a partire dal grande invito, coerente con il nostro desiderio di “essere come Dio”, di diventare misericordiosi come il Padre. La Quaresima ci offre un altro numero: QUARANTA. Continue reading ““Quaranta””

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