Il corpo del Signore: memoria di concretezza …

Entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà”» (Eb 10,5-7).

La festa del Corpus Domini è la festa della disponibilità del corpo del Figlio di Dio a rendersi visibilità del volto del Padre. I gesti compiuti dalle sue mani,  le direzioni intraprese dai suoi piedi e dai suoi  cammini, le parole pronunciate con la sua bocca,  altro non sono che il desiderio di manifestare la serietà della presa in considerazione della nostra concretezza. In questa concretezza si realizza il massimo della spiritualità del Vangelo, che vede nella carne e nel sangue degli esseri viventi il  luogo della dimora di Dio. Continue reading “Il corpo del Signore: memoria di concretezza …”

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

É più facile vivere la festa della Trinità che pronunciarne il nome. Quando ne sentiamo parlare ci vengono in mente grandi teoremi teologici e libroni impolverati con ragionamenti per addetti ai lavori. In realtà, dire che il modo cristiano di pensare a Dio contemporaneamente nel suo essere Padre, Figlio e Spirito Santo, significa semplicemente affermare che Lui si mostra a noi come un legame. Un legame saldo, indistruttibile e importante. Un Padre che manda un Figlio per mostrarne il volto, pronunciarne le parole e farne i gesti, e un Figlio che si lega ai “figli di Dio”, che siamo tutti noi, donando loro un soffio, un “respiro” così grande e importante da essere definito Santo. Domenica scorsa dicevamo che nel corso della Storia della Chiesa abbiamo passato più tempo a rimpiangere il nostro essere tristemente “figli di Eva”, anziché entusiasmarci per la consapevolezza di essere “figli di Dio”; con la festa della Trinità, potremmo anche  affermare che, grazie allo Spirito di Dio, noi ormai apparteniamo pienamente alla vita di Dio e non siamo delle isole sparse in un oceano ma dei figli destinati a una vita piena legati tra loro e con Dio. Ce lo ripetiamo con un segno, che apre e chiude la giornata di tanti di noi, il segno della Croce, ossia della vita del Figlio di Dio donata sino alla fine: nel nome di Dio anche la nostra vita assume la forma di un legame sempre rinnovato e indistruttibile! E noi, siamo segni di questo forte legame vitale?

Buona Domenica!

Don Luigi

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