Buon anno nuovo!

Carissimi,

di tutto cuore vi faccio un augurio per un tempo vissuto in modo nuovo in questi giorni che ci regalerà il 2019. Il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo a disposizione da gestire. Sarebbe bello che al termine di questo cammino del 2018 ci sedessimo davanti ai giorni trascorsi per interrogarli: “che cosa mi avete insegnato? Che cosa ho imparato dalle esperienze che ho dovuto vivere? A quali persone debbo mostrare la mia gratitudine più sentita per avermi accompagnato lungo i giorni? Cosa voglio fare di diverso nel mio modo di sognare, desiderare, progettare?  …” ; quante domande affiorano nella testa e nel cuore. Avremo la perseveranza e la cura necessaria per accudirle cercando un cammino di risposta? Il Vangelo, mi pare che attraverso Maria sintetizzi in modo assai chiaro questo atteggiamento vissuto dalla  mamma di Gesù: “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Mi sa tanto che impareremo a custodire le lezioni dei giorni e a meditarle solo nel momento in cui impareremo a “fare la nostra parte”, a “metterci da parte”, a “rendere parte” del nostro tutto gli avvenimenti che coinvolgono il duro mestiere di vivere. Se lo faremo in compagnia della luce della Parola e della presenza di Dio, sicuramente, avremo tanti elementi che ci aiuteranno a interpretarli e a non sentirci soli e abbandonati.

 

Buon cammino e buon anno!

Don Luigi

Buon Natale!

Mio Dio, mio Dio bambino,

povero come l’amore,

piccolo come un piccolo d’uomo,

umile come la paglia dove sei nato,

mio piccolo Dio che impari a vivere

questa nostra stessa vita,

che domandi attenzione e protezione.

Mio Dio incapace di aggredire e di fare del male,

che vivi soltanto se sei amato,

insegnami che non c’è altro senso per noi,

non c’è altro destino che diventare come Te,

carne intrisa di cielo, sillaba di Dio,

come te che cingi per sempre in un abbraccio

ogni tua creatura malata di solitudine. Amen

Di tutto cuore, auguri a tutti, ma proprio a tutti!

Don Luigi

TRA IL DIRE … E IL FARE

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo…

Speriamo che il Cantiere di “rinnovamento” che abbiamo aperto in questo Avvento stia cominciando a farci percepire il gusto di possibilità nuove che si aprono. A questo punto è  importante la domanda che le folle, i pubblicani e i soldati nel Vangelo rivolgono a Giovanni Battista: “che cosa dobbiamo fare?”, perché esprime il  desiderio di operosità e anche il bisogno di definire un cammino. Sorprende però la risposta del Precursore, che non invita  a fare qualcosa di nuovo, ma a fare in modo nuovo le cose che si sono sempre fatte. Perché questa è la grande “opera” che fa la differenza: il tentativo vigile e attento di dare una qualità buona a certi gesti, parole e comunicazioni che sono diventati talmente ripetitivi e abituali da fare perdere il gusto della vita. Lì c’è il segreto! La mia vita è quella che vivo tutti i giorni, e nell’infinitamente piccolo posso trovare l’immensità di Dio; però ogni tanto è bello tornare a concentrarsi sul nostro desiderio di spolverare, essenzializzare e rifocalizzare le domande che ci motivano e possono dare un volto nuovo al nostro vivere, magari chiedendoci non tanto “cosa fare”, ma “come” fare …. diversamente?   

 

Un caro saluto e un abbraccio a tutti voi!

Il Vangelo della Domenica

ISTRUZIONI PER L’USO

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:«Voce di uno che grida nel deserto:Preparate la via del Signore,raddrizzate i suoi sentieri!Ogni burrone sarà riempito,ogni monte e ogni colle sarà abbassato;le vie tortuose diverranno dirittee quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». Continue reading “Il Vangelo della Domenica”

AAA…ttenti!

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Continue reading “AAA…ttenti!”

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