“Diciassette”

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

Continua il Vangelo della scorsa domenica. Quel Vangelo che con le sue richieste ci sembra eccessivo, irraggiungibile: la buona parola del perdono del fratello, della tunica e del mantello non rifiutati, della guancia segno della disponibilità di apertura incondizionata  e di disponibilità nonostante certi gesti che hanno solo il sapore della violenza e dell’ingiustizia. Quel Vangelo che viene sintetizzato nell’auspicio di “diventare misericordiosi come il Padre che è nei cieli”. Se contiamo i suggerimenti che il Signore pronuncia, raggiungiamo la somma di 17 azioni. Per noi 17 è il numero della sfortuna, invece nella lingua ebraica si scrive con le stesse lettere che si adoperano per la parola BUONO. Ossia, la Parola del Vangelo è l’unica a ricostituire ciò che è buono nell’uomo. É la sola parola in grado di ripetere quella bontà della Creazione che Dio dichiara dopo avere dato origine al mondo e ad Adamo ed Eva: “vide che era cosa buona … vide che era cosa molto buona!”. A noi recuperare qualche suggerimento del Rabbì, consapevoli che la sua Parola è luce per il nostro cammino, che sovente è compagnia di ciechi quando non trova ragioni aldifuori di sé; che è impegno a togliere le proprie travi prima delle pagliuzze che ci sono negli occhi dei fratelli; che è possibilità di portare buoni frutti quando le radici sono piantate nella buona acqua del Battesimo che ha inaugurato un giorno il nostro cammino alla scuola di Gesù, nostro Salvatore.  Cosa mi dice il Vangelo di oggi? Come lo vivrò questa settimana?

Buona settimana a tutti!

Don Luigi

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