TERZA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

PESCATORI DI UOMINI

Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

  1. IL TEMPO É COMPIUTO:  Il tempo, sto famoso tempo che ci manca sempre, e quando ce l’abbiamo non sappiamo bene che farcene. Il tempo per vivere, che quando è domenica va occupato perchè non si sa “come ammazzarlo” … il tempo che nella seconda lettura, per San Paolo si è fatto breve, letteralmente “si è accartocciato”, come una palla di carta che sta in pugno a uno strano fato che muove i fili della storia e per questo, ci ricorda l’Apostolo, non va mai assolutizzato ma vissuto in relazione al suo senso e al suo compimento; il tempo, che, appunto, nel Vangelo è COMPIUTO perchè la vita, dice Gesù, in Lui può trovare il suo senso definitivo. Il Regno è vicino: Gesù è accanto a ogni uomo e ogni donna che lo accolgono e LO vivono. Gesù ci fa una domanda: nel nostro tempo noi in relazione a quali cose lo viviamo? Dove trova la sua stabilità nonostante la contingenza e la precarietà di cui facciamo quotidiana esperienza? Cosa significa che la vita di Dio entra nei minuti della mia giornata e delle mie relazioni? 
  1. INFATTI : Gesù CHIAMA, chiama dei pescatori, e la sua voce “cade” al centro dell’attività di questi uomini che gettavano e riassettavano le reti, perchè, appunto, erano dediti a quell’attività. É bello essere chiamati nel posto in cui siamo. Come dire, la chiamata di Gesù non cambia i nostri mestieri, ma i nostri modi di impostarli e di viverli. Cosa significa per me portare la Parola di Dio nella mia quotidianità? Provo a “ricordare” e “interpretare” il messaggio della salvezza della mia vita e di quella dei miei fratelli cercando di comprendere come può risuonare nello spazio delle mie attività? 
  1. VI FARÓ PESCATORI DI UOMINI:  ed ecco definita l’identità discepolare: PESCARE UOMINI, ossia l’umanità immersa sott’acqua bisognosa di uscirvi per rimettersi in contatto con l’aria e l’ossigeno che danno vita. Venerdì nel Vangelo della Messa Gesù inviava i suoi discepoli definendo con chiarezza il loro compito: “perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni”. Anche questo è il nostro compito: ognuno è chiamato da Gesù per “stare con Lui”, ossia vivere la consapevolezza della sua presenza, e “predicare con il potere di scacciare i demoni”: sembra che la predicazione non sia solo esercizio della voce e della retorica, ma anzitutto annuncio OPERATIVO di una liberazione, anzitutto sperimentata e accolta dall’annunciatore, e poi condivisa. Pescare uomini, ridare vita: mentre un pesce pescato muore, un uomo salvato dall’acqua riceve esistenza e respiro. Scrive bene Semeraro cosa significhi questa operazione: ““Scacciare i demòni significa, nel linguaggio evangelico, liberare in ogni persona la possibilità di essere se stessa senza essere agita da altri, senza essere appunto posseduto e inghiottito in una impersonalità caotica e avvilente che caratterizza ogni diabolica operazione” … Io posseggo una personalità o una im-personalità? Agisco o sono agito? Cosa faccio per permettere a Gesù e al suo annuncio di essere la possibilità di riscatto e liberazione della mia vita?