QUARTA DOMENICA DI AVVENTO

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Ogni volta che leggiamo il Vangelo dobbiamo creare in noi le condizioni per riprodurre le stesse dinamiche della Parola che ascoltiamo. Ossia, domandarci: MA COME FACCIAMO A RENDERE L’ANNUNCIO RICEVUTO IN INCARNAZIONE PER LA NOSTRA VITA? Perchè Natale è festa del Verbo che si fa carne. In Gesù e in noi. 

Ci sono tre aspetti del Vangelo di questa quarta domenica di attesa del Natale che mi colpiscono molto: 

  1. Maria si trova incinta per opera dello Spirito Santo. Essere fecondati dalla forza e della presenza di Dio nella nostra vita è qualcosa di potente che non ci lascia mai come prima. La storia della nascita di Gesù non è un raccontino di zucchero filato, ma un evento altamente drammatico e importante per la storia dell’umanità, al punto che tutto sembra scontrarsi con la sua venuta tra noi. Maria rischia la lapidazione. Giuseppe subisce l’onta del tradimento e il sospetto di essere stato sostituito con altri amori. Le condizione della nascita nella mangiatoia non è certo una dolce melodia emozionale, ma un sottofondo musicale molto scomodo. Tuttavia nulla riesce a ostacolare la nascita di Gesù, anche se al buio fa molto male la potenza della luce. Giovanni ce lo ricordava con il suo meraviglioso prologo: “ma le tenebre non hanno vinto!”  // In questo momento quale parola del Vangelo mi consola di più? 
  2. Giuseppe va avanti, confortato dalla presenza degli Angeli che lo sostengono. Gli Angeli sono gli ANNUNCIATORI di Dio, sono i messaggi che il Padre ci dona e invia attraverso i fratelli che incrociano le nostre strade. Però … appaiono nei sogni. Ossia, appaiono solo a chi ha ancora il coraggio e la voglia di sognare, di chiudere gli occhi a una realtà che non sembrerebbe concedere deroghe e soluzioni, per aprirli su nuove possibilità di vita che ancora ci sono se abbiamo il coraggio di non fermarci, di permettere al Signore di sussurrarci ancora nuove strade e nuove possibilità. Per  accorgerci che il sogno può diventare più forte di ogni realtà che ci paralizza. // In questo momento chi sono gli “angeli” che sostengono la mia vita? So ringraziarli per quello che fanno per me? 
  3.  Infine la Parola dell’Angelo inizia sempre con un invito: NON TEMERE! Sembra che nel Vangelo compaia ben 365 volte, come dire, OGNI GIORNO il Signore ci invita ad andare avanti con fiducia. Nulla, ma proprio nulla e mai, ci potrà separare da Lui: “passeranno i cieli, passerà la terra, ma la Sua Parola e la sua Promessa” non passeranno mai! // Cosa temo di più, in questo momento?