SESTA DOMENICA DEL TEMPO PASQUALE

Gv 14,15-21 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
La Parola oggi ci prende per mano, per accompagnarci piano piano alla grande celebrazione della Pentecoste, dove Dio diventerà presenza di respiro, ossia Spirito di Vita, scendendo definitivamente nel cuore di ogni uomo che “si trova a Gerusalemme”, ossia davanti al cenacolo dei discepoli che con le porte chiuse lasciano comunque aperto il cuore.
Quello stesso Spirito che nella prima lettura degli Atti degli Apostoli viene donato a coloro che ASCOLTANO ATTENTAMENTE la Parola di Dio e ne fanno esperienza di guarigione dal male e di liberazione. Lo Spirito PARLA autenticamente e lo fa sempre e in modo immediato attraverso quella medesima Parola di Dio che si rivolge a noi in questa giornata di celebrazione dell’amore del Risorto.
👉 Da cosa vorrei essere liberato? Da cosa mi guarisce il Vangelo?
Questo Spirito è quello che ci conduce sulla via del bene, quello che non trasforma le cose fuori di noi, ma ci trasforma dall’interno e in profondità, come tutte le autentiche sorgenti, permettendoci di affrontare la realtà con il coraggio di chi sa che il Signore, in chi lo accoglie, trasforma il mare in terraferma e permette di passare a piedi il fiume (Salmo 65). Da soli non ce l’avremmo fatta.
👉 Quanto la memoria del Signore diventa per me la possibilità di attraversare le tempeste della vita?
La Parola allora origina il bene e rilancia pensieri costruttivi e pieni di speranza, al punto da diventare l’orizzonte che illumina ogni nostra azione e fa scrivere a Pietro nella seconda lettura che “è meglio soffrire operando il bene che facendo il male”.
👉 So soffrire per il bene anziché affermarmi sapendo di fare il male?
Per questo il Vangelo ci ricorda che AMARE DIO significa osservare i suoi comandamenti, ossia, imparare a vivere la nostra umanità improntandola sul registro dell’amore e non su quello della chiusura che conserva per se’. Solo in questo modo. Solo permettendo al Signore di diventare questa “i- Spirazione” di ogni momento, allora gli scenari di distruzione si convertono in cantieri di progetti di vita. Non siamo orfani, il Padre rimane con noi.
👉 Cosa significa per me essere ispirato dalla Parola di Dio? Oggi come mi parla?
Vivere dalla prospettiva del cielo – Associazione Cristiana Bet-el